fbpx

Percorso Sacro

Un percorso tra Sacro ed è Profano...

Tra il fuoco e l'acqua, la montagna e il mare, Catania si erge, allegra e malinconica, come città dalle mille, meravigliose contraddizioni. Perla decadente, Catania è storia ed è modernità; Catania è gioia ed è rabbia; Catania è fame e sazietà; Catania è paese ed è metropoli.

Catania è Sacro ed è Profano.

E se del Profano avremo altre occasioni di parlare, vogliamo volgere ora il nostro sguardo – innamorato e disilluso– a quel Sacro che pulsa come una ferita nei fianchi della nostra città. E lo facciamo consigliandovi qualche tappa fondamentale di questo percorso sacro.

La sacralità di Catania è passionale, folkloristica, calda, sentita. Alcuni potrebbero dire addirittura blasfema, ipocrita. Ma – badate – mai fasulla. Il culto per la Santa patrona, la beneamata Agata - la cui festa ai primi di Febbraio è, per solennità e grandezza, la terza più importante del mondo. Le mille e una chiese che impreziosiscono come pepite d'oro sul letto di un fiume morto il reticolato urbano del centro storico. La tradizione, e la fede vera: le preghiere e i sacrifici degli anziani, figli di un'era ormai in declino, di una religiosità semplice e genuina.

Chiesa della Badia di Sant'Agata

Considerata il capolavoro catanese dell'arte dell'architetto barocco Giovanni Battista Vaccarini, realizzata durante la ricostruzione della città a seguito del devastante terremoto del 1693. La Chiesa della Badia di Sant'Agata si trova lungo la Via Vittorio Emanuele II, proprio accanto alla cattedrale.

La solenne e massiccia facciata, a ordine unico, è caratterizzata dai ricchi elementi decorativi e dall'alto attico. Influenze tardo-rinascimentali sono riscontrabili nel portale. La struttura a croce greca è sormontata dalle terrazze e dalla voluminosa cupola che suscitano particolare interesse per la vista che da qui si offre agli occhi dei visitatori, con un panorama mozzafiato della città, per secoli esclusiva delle monache di clausura che vi vivevano: l'apertura al pubblico risale solo a pochi anni fa - a seguito del loro restauro. All'interno, meritano menzione i cori dei bracci in stile rococò e le numerose opere d'arte religiosa.

A fianco alla chiesa, sorge il convento delle monache dell'Ordine Benedettino con la sua loggetta angolare, altro probabile contributo del Vaccarini.

Chiesa di San Francesco d'Assisi

È situata nella Piazza San Francesco d'Assisi, tra via Vittorio Emanuele II e Via Crociferi (che da qui comincia) – piazza in cui si trovano anche il monumento al cardinale Dusmet (del 1935) e il Palazzo Gravina Cruyllas (di inizio settecento) che qui sorge e che diede i natali al grande compositore Vincenzo Bellini, e oggi sede proprio del Museo Belliniano.

La Chiesa di San Francesco d'Assisi è nota anche come Chiesa dell'Immacolata, dalla statua di legno settecentesca qui custodita.

La chiesa sorge sui resti di numerosi edifici sacri di epoche precedenti, il più antico dei quali fu un tempio romano dedicato a Minerva, sulla quale chiesa e convento vennero erette per volere di Eleonora d'Aragona, moglie di Federico III d'Aragona, che proprio in questa chiesa è ancora sepolta.

Ci si trova di fronte a uno dei massimi esempi del tardo-barocco etneo. Le semi-colonne definiscono la bella facciata e la caratterizzano. L'interno, a triplice navata, ospita numerosi dipinti a soggetto religioso, tra cui una copia, eseguita dal messinese G. Vignerio nel 1541, del celebre “Spasimo di Sicilia”, dipinto realizzato da Raffaello per la chiesa di Santa maria dello Spasimo di Palermo, e oggi custodito al Museo del Prado di Madrid. Inoltre si trovano qui sei delle dodici candelore - i cerei di legno dorato che sfilano per le vie cittadine durante le celebrazioni della festa patronale di Sant'Agata. Il convento francescano è accessibile da via San Giuseppe.

Basilica della Collegiata

La Basilica Maria Santissima dell'Elemosina, meglio nota come Basilica della Collegiata, si trova in Via Etnea – la via principale del centro storico catanese – nei pressi di Piazza Università.

Già Regia Cappella per volontà di Re Martino I nel 1396, fu eretta a chiesa collegiata nel 1446, da papa Eugenio IV. Pio XII la elevò infine a Basilica Pontificia nel 1946. Anche in questo caso, la chiesa odierna è stata ricostruita sulla preesistente distrutta dal terremoto del 1693. La riedificazione fu eseguita da Antonio Amato, su progetto di Angelo Italia. Imponente e vivace la facciata che da proprio sulla Via Etnea, opera di Stegano Ittar (1786). L'interno è a tre navate, e ospita affreschi e quadri del pittore zafferanese Giuseppe Sciuti e di Olivo Sozzi. Degno di nota anche l'organo situato nell'abside.

Chiesa di San Nicolò l'Arena

In precedenza possesso dei padri Benedettini cassinesi - come l'adiacente, famoso monastero - è oggi proprietà del Comune di Catania. Con le sue mastodontiche proporzioni (105 x 48 metri le navate; 62 metri d'altezza la cupola all'interno), la Chiesa di San Nicola – o di San Nicolò l'Arena - è la chiesa più grande di tutta la Sicilia.

“Tutta marmo e stucco, bianca e luminosa, con la cupola che sfondava il cielo e l'organo di Donato del Piano costato tredici anni di lavoro e diecimila onze di denari”, così ne parla Federico De Roberto nel suo celebre romanzo I Vicerè.

Su Piazza Dante si impone la maestosa facciata, rimasta incompleta e forse per questo ancora più suggestiva con le sue gigantesche colonne a metà. Il progetto di Francesco Battaglia fu cominciato nel XVIII secolo.

Stilisticamente ci troviamo davanti all'abbandono del barocco in favore di un accademismo classicheggiante.

L'interno stupisce per la sua semplice nudità, che lascia a bocca aperta. Nel transetto troviamo una meridiana, risalente al 1841. Degno di nota il magnifico organo – citato da De Roberto – di Donato Piano, che vi è sepolto sotto: 2916 canne. Anche qui, sono presenti molte opere d'arti che vale la pena osservare.

Leggi tutto

Le Chiese di Via Crociferi

Via Crociferi – accessibile da Via San Giuliano e da Via Vittorio Emanuele II - è una delle più caratteristiche strade di Catania, resa tale proprio dalle numerose chiese che vi si affacciano.

Le tre principali sono quelle di San Benedetto, di San Francesco Borgia e di San Giuliano. La ricca facciata della Chiesa di San Benedetto è opera di Alonzo Di Benedetto, mentre il portale è del Vaccarini. La gradinata introduce all'unica navata, con pavimento di marmo, il cui interno fu affrescato da Giovanni Tuccari, pittore castiglionese. Appena accanto sorge la Chiesa di San Francesco Borgia, o dei Gesuiti, chiesa battesimale di Vincenzo Bellini. La solenne facciata si deve ad Angelo Italia, mentre l'interno a Giuseppe Pozzi: qui si possono osservare interessanti sculture e affreschi. Costruita dal Vaccarini tra il 1738 e il 1760 è la stupenda Chiesa di San Giuliano: la sua facciata curvilinea introduce alla navata unica, ellittica. Ancora una volta, vanno apprezzate le opere d'arte all'interno, in particolare i gruppi scultorei.